Tavoli di cartapesta



Diciamo no ai tavoli di conciliazione promessi da Veneto Banca e BPVicenza. Almeno se le cifre in ballo restassero queste. Le due banche infatti hanno accantonato per questa causa 400 milioni di euro circa. Se, come pare, venissero rimborsati i circa 100.000 soci che hanno acquistato negli ultimi 5 anni dal 2011 in poi, si tratterebbe di un ristoro ridicolo pari a circa 4.000 euro a testa. Una somma che pare più una mancia, utile ad accontentare nessuno. Come può un socio che ha acquistato dal 2011 in avanti in media 1000 azioni spendendo tra i 40.000 euro (Veneto Banca) e i 62.000 euro (BPVicenza) accontentarsi nel migliore dei casi del 10% del capitale investito con una perdita di almeno il 90%? Inaccettabile trattandosi poi di soci che hanno sottoscritto gli aumenti di capitale truffa del 2013 e 2014 o soci che hanno viste convertite delle obbligazioni convertibili. Meglio percorrere la strada legale che porterà certamente maggiori soddisfazioni. Di certo diciamo no a questi barbatavoli di cartone annunciati da giugno e mai materializzatisi. Servono proposte piu' serie o non resterà che ricorrere in massa alla giustizia.

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