Passa ai contenuti principali

Lettera aperta : Caro socio Veneto Banca e Popolare di Vicenza guardiamo in faccia la realtà

Caro socio dopo la presentazione di offerta transattiva avvenuta il 9 gennaio è arrivato il momento a mente fredda di valutare se prendere o lasciare i soldi che Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza ti offrono. Sono tanti o sono pochi il 15% o 9 euro?
Dipende da quanto è il capitale investito, dalla situazione personale. Questa è una valutazione che ognuno farà una volta calcolata la perdita, considerando anche le alternative in campo.
Partiamo dal presupposto che al di sotto di certe cifre conviene accettare la offerta transattiva considerando anche la correlata proposta commerciale sulle somme depositate e vincolate per 3 o 10 anni. Calcolando anche gli interessi sui tali depositi si arriva a una percentuale di recupero attorno al 25% che aumenta considerevolmente se si deposita il massimo consentito e cioè fino a 5 volte quanto ricevuto a titolo di risarcimento. In tal caso si arriva a una percentuale vicina al 50% (nel caso ovviamente di deposito a 10 anni) .
Se invece si preferisce perseguire la via legale (causa civile) va considerato che i tempi possono essere lunghi (per la sentenza di primo grado si va dai 3 ai 5 anni) e in caso di soccombenza i costi pesanti. Il socio soccombente sarebbe infatti condannato a pagare anche le spese legali della banca.
Si tratta a titolo esemplificativo per una causa di importo pari a 50.000 euro di non  meno di 12.000 euro tra costi diretti (il proprio avvocato e i bolli previsti per legge) e indiretti ( l'avvocato della controparte, cioè della banca). Parlo di costi minimi che aumentano ovviamente all'aumentare dell'ammontare della somma di cui si chiede il risarcimento.
Nel caso di vincere la causa non è detto che la banca venga condannata a risarcire l'intero petitum .
In ogni caso dalla somma versata andranno detratti i costi legali sostenuti (bolli e il 12% in media come success fee riconosciuto al legale) .
Ricordo poi che le eventuali cause civili hanno possibilità di successo per quei soci che hanno acquistato azioni dal 2012 in poi profilandosi a carico della banca una violazione per false comunicazioni sociali quando non addirittura il falso in bilancio e la truffa (molto piu' difficili da dimostrare in ogni caso). Per chi ha acquistato prima del 2012 la possibilità di adire alla giustizia e vincere non risultano molto alte, anzi. Con il rischio di un salasso da pagare a titolo di spese legali come spiegato sopra. Senza contare che se le banche venissero sommerse da cause legali e le perdessero tutte non è detto che sarebbero in grado di far fronte a tutti i risarcimenti richiesti.

Le due banche accumulano infatti perdite pesanti e hanno una carenza di capitale stimabile in non meno di 5 miliardi tra costi di ristrutturazione del personale e necessari ulteriori accantonamenti per far fronte alle svalutazioni sui crediti deteriorati netti pari a 10 miliardi.
Se la operazione di transazione con i soci non andasse in porto i soci probabilmente non vedranno neppure il 15% dato che il passo successivo sarà l'intervento dello stato nel capitale della nuova banca che nascerà dalla fusione.
Il processo di rilancio possibile doloroso e lungo da attuare (a mio avviso non meno di 5 anni) sarà possibile solo se le banche avranno la capacità di attirare clienti e depositi.
In tale senso mi sembra che la operazione di transazione vada nella giusta direzione con i depositi vincolati che ricordo non potranno essere rinegoziati dalla banca e sono protetti dalla garanzia interbancaria fino a 100.000 euro.
Per concludere caro socio fatti molto bene i conti in tasca, calcola i costi-benefici con l'ausilio di una associazione o di un professionista e non farti prendere dalla emotività o dai facili discorsi di chi in modo del tutto avulso dalla realtà chiede la restituzione delle intere somme. 
Caro socio guarda in faccia la realtà senza credere a facili illusioni e poi decidi.Hai tempo due mesi.

Post popolari in questo blog

Banca Popolare di Bari e di Sondrio: niente spa? Ulteriore beffa per i soci azzerati di Veneto Banca e BPVi

Ad oggi due grosse popolari non sono ancora diventate società per azioni, nonostante il decreto di trasformazione in spa del 2015 del governo Renzi, in attesa della sentenza del Consiglio di Stato che deve pronunciarsi nel merito della legge  e che dovrebbe far ripartire l'iter di trasformazione. Come mai il management di Veneto Banca e quello di Banca Popolare di Vicenza ha avuto allora (fine 2015 e inizio 2016) tanta fretta per adeguare la struttura societaria alla nuova legge? Dicono per esigenze di capitale. Forse ma in questo modo hanno brutalmente accelerato la distruzione dei due nostri istituti che a giugno 2017 sono stati dichiarati di fatto falliti dal governo Gentiloni, che ne ha decretato la messa in liquidazione coatta amministrativa.
Se ci fosse stata più lungimiranza credo che si potesse tentare di salvare le due banche o quanto meno di poter venderle ad un prezzo equo, evitando di regalarle per un euro a Banca Intesa, la unica che ad oggi ha tratto vantaggio dal f…

Siamo finiti in un cul de sac

Siamo un paese in crisi dal 2008. Abbiamo perso il 10% del pil, il 25% di capacità produttiva, il debito pubblico è in aumento e non si vede all'orizzonte alcuna inversione di tendenza. Il 2015 non sarà l'anno della svolta. Siamo proprio così sicuri che tanti vogliano davvero cambiare? L'Italia ha uno uno degli indici di fertilità piu' basso tra i paesi occidentali. Ha quasi 18 milioni di pensionati. I pensionati vogliono cambiare? L'Italia nonostante la crisi è un paese in cui le famiglie detengono un elevato risparmio (in aumento) e l'80% circa possiede almeno una casa di proprietà. L'Italia è un paese in cui il debito delle famiglie è tra i piu' bassi del mondo occidentale in rapporto al pil. Manca un detonatore che sia in grado di cambiare gli equilibri sociali. Manca in Italia un fenomeno come Gli Indignados spagnoli, nato dal problema degli sfratti di massa delle famiglie in seguito al mancato pagamento dei mutui. Fenomeno dal quale nacque il par…

Una proposta di buonsenso per risarcire i soci di Veneto Banca e BPVI

Credo che giunti a questo punto per i soci delle ex Banche Popolari Venete ora il liquidazione coatta amministrativa non restino molte vie per accedere a qualche forma di ristoro.
La via giudiziaria appare infatti impervia e destinata alla prescrizione con la conseguenza di rendere di fatto impossibili risarcimenti se non per i casi più eclatanti(in ogni caso in sede civile) e comunque circoscritta ai soci che abbiano acquistato le azioni nell'ultimo periodo, indicativamente dal 2012 in poi. Periodo nel quale è più facile dimostrare la truffa in sede giudiziaria, agendo ad esempio anche contro le società di revisione, o di arbitrato Anac. Negli altri casi appare difficile che i soci possano conseguire qualcosa, essendo complesso nel nostro ordinamento dimostrare la truffa. 
Il fondo per le vittime di reati finanziari, ammesso che veda il via (ad oggi non abbiamo notizie in merito) comporterà risarcimenti per pochi dati i modesti fondi a disposizione (100 milioni per quattro anni …