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Disastro Spv: le cassandre avevano ragione



Apprendo che la Corte dei Conti ha suonato il deprofundis, o quasi, sulla Superstrada Pedemontana Veneta. Una opera che, come ha certificato la magistratura contabile, non ha i numeri per stare in piedi.
I flussi di traffico non ci sono, come ripetuto mille volte dal sottoscritto e dai tanti comitati e attivisti,che da anni si battono perchè non venga realizzata questa autentica porcata ai danni dell'ambiente e delle tasche dei veneti. Come ampiamente documentato e denunciato nei libri Strada Chiusa e Strade Morte (in qualità di coautore), siamo stati delle cassandra ahimè inascoltate. Insieme a competenti e autorevoli professionisti abbiamo sollecitato piu' volte la politica, in particolare il governatore Zaia, a intervenire e a bloccare l'opera. Inoltre, beffa nella beffa, la regione Veneto dovrebbe, secondo la convenzione economica, sobbarcarsi l'onere di rifondere i danni al concessionario Sis. Come giustificheranno Zaia, che ha sottoscritto nel dicembre 2013 la ultima convezione capestro, e i suoi prodi sodali  l'ennesimo esproprio ai danni dei contribuenti veneti? Questa opera non s'aveva da fare.  Il project financing che sta alla base dell'opera è farlocco, privatizzando i profitti e pubblicizzando le perdite. Un project di cui porta la colpa originaria Galan, amico di Baita, inventore del project alla veneta, ma di cui Zaia è il degno continuatore. Chi pagherà i danni per una opera che si potrebbe prospettare come la Salerno-Reggio Calabria in versione nordestina?
Credo che si debba procedere subito allo stop dei cantieri, alla rimozione del commissario Vernizzi e al ripensamento dell'intera opera, aprendo un tavolo con i territori per capire realmente cosa serve. Si potrebbe ripartire da una strada piu' snella, senza caselli e piu' corta con un costo sostenibile mettendo da parte ovviamente il falso project financing. Non sappiamo se la Spv sarà conclusa ma sappiamo per certo che costerà cara ai cittadini veneti. Dopo la disgrazia delle due Popolari fallite ci ritroviamo con l'ennesimo conto salato da pagare. Adesso basta. La politica deve darci conto e rispondere. 

Francesco Celotto
coautore di Strada Chiusa e Strade Morte
attivista covepa

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