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Quanto valgono i crediti in sofferenza di VB e BPVI?

La unica via ragionevole per aumentare la offerta per i soci delle due ex popolari non può che passare per la emissione di un warrant o di una obbligazione (come proposto tempo fa da assopopolari venete) legati al recupero di una quantità superiore alla media di mercato dei crediti in sofferenza.
Quanto valgono oggi i 17 miliardi di sofferenze delle due banche? A priori non lo sappiamo perchè non conosciamo se siano crediti totalmente garantiti (da immobili ad esempio) o non lo siano.
Se oggi fossero venduti in blocco, nella ipotesi di trovare qualcuno disposti a comprarli, non varrebbero piu' del 20-23% del loro valore nominale. Quindi 3400-3800 milioni di euro.
Se invece fossero gestiti in house cioè da una struttura interna dedicata al recupero la percentuale potrebbe salire. Un recente report di Mediobanca ci dice che nel periodo 2005-2015 la percentuale di recupero per i crediti deteriorati in house è pari al 47%. Si tratterebbe di 8000 milioni .
Certo oggi il quadro economico è molto deteriorato rispetto a 10 anni fa e forse una percentuale del genere non è realistica ma si potrebbe arrivare al 30-35% e cioè 2500 milioni in piu' rispetto alla vendita in blocco. Noi chiediamo che una parte di questo guadagno venga trasferito sotto forma di warrant di durata quinquennale (o maggiore) ai vecchi soci azzerati. Si potrebbe trasferire una percentuale non inferiore al 25% che sono circa 600 milioni ai soci. Si tratterebbe di una somma pari a quella che oggi Atlante ha messo a disposizione e comporterebbe un ristoro totale del 30% circa: 15% cash (proposta attuale), 15% con un warrant. Domani incontreremo la direzione di BPVicenza e chiederemo che quanto prima venga concretizzata questa proposta anche nei dettagli. Credo che strutturata in questo modo molti soci la troverebbero interessante. Le banche hanno assoluto bisogno di chiudere i possibili contenziosi e riconquistare il territorio.
Solo una proposta economicamente vantaggiosa otterrà una alta percentuale di adesioni, depotenziando la minaccia di cause milionarie e la sterile protesta di piazza.

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