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Vincitori e vinti nella partita Veneto Banca-BPVi

La partita delle due ex popolari venete iniziata nel 2013-2014 volge al termine. 
Le due banche fuse verranno infatti tra qualche mese probabilmente nazionalizzate, con la presenza dello stato nel capitale tra il 60 e l'80%. I vecchi soci alla fine aderiranno alla proposta di rimborso in misura vicina al 70-80%. Chi avrà vinto e chi avrà perso?

I vecchi soci, soprattutto i piccoli e i medi, escono sicuramente perdenti dalla partita. Avevano creduto nelle banche e pagheranno due volte: con i soldi messi per acquistare le azioni e con i soldi messi dallo stato per salvare le due banche (non meno di 4-5 miliardi). Alla fine la gran massa di loro accetterà la mancia del 15% offerta come transazione ma non hanno grandi alternative se non imbarcandosi in lunghi e costosi processi.
Non credano che se lo stato metterà i soldi salverà anche loro. Lo stato salverà le banche non i soci-risparmiatori. Sia ben chiaro fin da oggi che lo stato non metterà neppure il 15%.

La giustizia uscirà anch'essa perdente. I processi inizieranno con molta probabilità, ma porteranno a poco con il concreto rischio che quelli in sede penale finiscano per prescriversi. La procura di Vicenza ha dimostrato una grande lentezza e il procuratore Cappelleri, con la sua richiesta di trasferimento, ha chiaramente fatto capire che questa inchiesta è troppo ingombrante per lui. A Treviso hanno accolto con un certo fastidio il trasferimento dei fascicoli da Roma. Dovrebbero indagare per falso in bilancio e truffa ma il procuratore Costa ha già messo le mani avanti dicendo che non hanno uomini per portare avanti indagini così lunghe e complesse.
Tra Vicenza e Treviso finirà tutto in un polverone? Il sospetto è forte.

Le due banche intese come istituzioni escono a pezzi da questi anni da incubo e dubito riusciranno a risollevarsi se non tra 5-10 anni. Come riusciranno a recuperare la credibilità perduta? Missione quasi impossibile, senza contare quello che comporterà il processo di fusione, con la probabile perdita di non meno di 4.000 posti di lavoro, la chiusura di sportelli, la revisione di tanti finanziamenti oggi magari doppi. Le macerie lasciate da queste due istituzioni, un tempo così prestigiose agli occhi delle nostre comunità, non si potranno ricostruire in fretta. La credibilità per essere acquisita necessita di anni, per distruggerla, come in questo caso, bastano 3-4 anni. Senza contare che gli attuali vertici delle due banche non stanno intraprendendo quel necessario completo processo di trasparenza per dimostrare di volere davvero iniziare un cammino nuovo.

Le istituzioni preposte al controllo escono perdenti da questa storia. Se hanno effettuato davvero dei controlli li hanno fatti tardi e male come nel caso di Banca d'Italia e Consob. Le prime ispezioni in Veneto Banca sono del 2013. Possibile che alla fine del 2014 Banca d'Italia abbia promosso (per un pelo ) le due banche? Possibile che dopo un anno di ispezioni non siano riusciti a capire il volume dei crediti in sofferenza presenti? Se non ci fosse stato l'intervento della BCE saremmo ancora qui a sentire le dichiarazioni di Zonin e Consoli assicurando sulla bontà delle banche e sul giusto valore delle azioni. Ma per favore su un pò di serietà.

Non mi dilungo sulla politica regionale e nazionale perdente assoluta su questa partita. Mai presente veramente da quando è scoppiato il problema, se non per attestare la propria incapacità di intervento e la propria assoluta pochezza e insignificanza.

Al lato opposto ci sono quelli che io definisco i vincitori. I grandi debitori delle due banche escono vincitori. Hanno preso soldi a prestito, concessi dai vecchi cda con molta generosità molte volte senza garanzie reali, per progetti il piu' delle volte immobiliari e oggi chissà se e quando li restituiranno. Sono in molti casi società di capitali per cui difficilmente qualcuno risponderà. Si tratta di società che hanno debiti verso le due banche non inferiori ai 3 miliardi. La lista dei grandi debitori morosi non verrà resa pubblica perchè il governo e il parlamento, a maggioranza Pd, hanno fatto blocco. Uno scandalo bello e buono.

Il vero vincitore di questa brutta partita è la BCE. Se questa istituzione europea non ci fosse stata,obbligando a trasformare queste due banche in spa, questa faccenda non sarebbe mai venuta alla luce in tutta la sua evidenza. Per la Banca d'Italia tutto andava bene dopo avere effettuato blandi controlli. La BCE ha imposto la ricapitalizzazione, la pulizia dei crediti in sofferenza (che la Banca d'Italia non aveva visto), la fusione. Grazie alla BCE, alla faccia dei tanti idioti che si lavano la bocca con la banca del territorio e la difesa dei veneti. Tutte chiacchere da bar, buone per le sagre della salsiccia (vero Lega? A proposito Zaia andava in prima fila a battere le manine ai due "grandi"banchieri Zonin e Consoli). Queste due banche sono state del territorio, nel senso che da una parte (con la connivenza del sistema dei controlli) hanno drenato risorse ai risparmiatori veneti per redistribuirli dall'altra ai "grandi" prenditori del territorio (e non). Sono state due pattumiere che hanno messo in piedi un gigantesco sistema per la distribuzione di favori e finanziamenti a favore di un gruppo ben ristretto vicino a Zonin e Consoli. Se non interveniva la "cattiva" europea BCE non sarebbe cambiato nulla a Vicenza e a Montebelluna. Con buona pace di quelli che si lavano la bocca della parola autonomia e indipendenza del Veneto. Tutto fumo per ebeti.

In questa partita alla fine vinceranno come al solito i più forti. Perderanno i più deboli. Sappiamo bene chi sono gli uni e gli altri. Nulla di nuovo sotto il sole. 

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