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L'Indipendentismo veneto: un fenomeno da pulci

Alle prossime elezioni regionali in Veneto si presenteranno una galassia di lista indipendentiste: 
Morosin (Indipendenza Veneta), Busato ( Plebiscito.eu) e forse Noi Veneto Indipendente, questa ultima in appoggio a Zaia. Un universo di liste che si dovrà contendere stando ai sondaggi un misero 2% di voti. Non riusciranno probabilmente per la ennesima volta ad entrare in consiglio regionale e rappresentare quelle istanze di indipendentismo cui pure aspira una parte anche se forse minoritaria del Veneto. Per biechi personalismi queste liste si presentano divise, frammentate, polverizzate. In ogni caso non c'è molto da attendersi dalla Lega Nord e da Zaia che sul tema hanno fatto promesse buone solo per acchiappare qualche voto. Loro la indipendenza del Veneto non la vogliono tanto è vero che si alleano con Forza Italia in Veneto(Zaia) e creano liste in un po' tutte le regioni italiane del sud (Salvini) per raccogliere voti. La Lega non ha mai pensato seriamente a un progetto indipendentista ma neppure a uno autonomista o federalista, se non forse agli albori della sua nascita e fino ai primi anni '90. Una volta raggiunto il potere si è fatta placidamente ingoiare dalle logiche partitocratiche romane tanto vituperate a parole. La Lega ha fatto poco o nulla per il territorio veneto e se per caso Zaia dovesse perdere la regione, Salvini farà bene a trarne le opportune conseguenze e dimettersi. La Lega se vuole davvero rinascere ha bisogno di un leader vero, di un leader capace di pensare e proporre un vero federalismo, utile non solo al Veneto. Delle urla e degli slogan lepenisti da bar di Salvini ne abbiamo veramente le scatole piene. Buona domenica a tutti.

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