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La riforma delle Popolari? Andava fatta 15 anni fa

La riforma delle Popolari andava fatta in realtà 15 anni fa. Si sarebbero evitate quotazioni assurde, fasulle e fuori mercato. Il prezzo sarebbe stato trasparente e dettato dalla legge della domanda e dell'offerta, come accade a tutti i titoli quotati in borsa. Tanti poveri risparmiatori non sarebbero stati buggerati e ridotti alcuni sul lastrico. Perchè allora  non si è fatta allora la riforma all'inizio degli anni 2000?
Forse perchè faceva comodo avere delle banche sotto il cui tappeto nascondere la polvere. Delle banche che in questi anni, protette dalla politica e dalla Banca d'Italia, hanno potuto acquistare istituti decotti per fare favori a qualcuno e mantenere "solido" il sistema bancario italiano. Basti pensare alle acquisizioni fatte dalle nostre due Popolari. Veneto Banca ha acquistato aziende bancarie di fatto fallite : Intra, CariFe (Cassa di Risparmio di Fermo), Apulia. Idem Popolare di Vicenza. Non essendo quotate il valore delle Popolari Venete veniva artificialmente mantenuto alto, mostrando i bilanci falsamente solidi. Tutto questo poteva essere evitato con la quotazione in borsa che avrebbe dimostrato come in realtà i due istituti non fossero affatto solidi.

Il conto per il nostro territorio è devastante:
Banca Popolare di Vicenza: quotazione nel 2014: 62,5 euro; valore di recesso: 6,30 euro
risultato: -90% - 5.5 miliardi di capitalizzazione
Veneto Banca: quotazione nel 2014: 40,50 euro; valore di recesso: 7,30 euro
risultato: -82%- 3.9 miliardi
TOTALE- 9.4 MILIARDI DI CAPITALIZZAZIONE IN MENO, PERDITA POTENZIALE A SOCIO (SONO IN TOTALE 205.000)  45.853 EURO

Chi pagherà il conto? Zonin, Consoli, Sorato, Trinca? La magistraturà rinvierà a giudizio i vertici delle ex banche e le società di revisione KPMG e Price Waterhouse?
La politica veneta e non solo darà qualche segnale di vita o continuerà a dire che non si deve fare terrorismo psicologico e che gli attuali vertici delle banche stanno ben operando?
Ricordo che l'attuale cda della Popolare di Vicenza è ancora espressione in gran parte dell'era Zonin e che vi siedono persone imputate per usura (Marino Breganze, vicepresidente) o indagate per evasione fiscale (Matteo Marzotto). Quantomeno per una questione di decenza e visti i risultati levino immediatamente il disturbo. Il Veneto comunque andrà dopo questa batosta finanziaria non sarà più lo stesso.

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