In questi febbrili giorni post assemblea della Popolare di Vicenza tutti parlano di risarcimenti, azioni legali dei soci e processi contro gli ex vertici dell'istituto berico. Trascurando però un dettaglio non da poco: la prescrizione che pende come una spada di Damocle sugli eventuali processi. Nel caso di rinvio a giudizio per truffa la prescizione è di 7,5 anni. Nel caso di aggiottaggio è leggermente piu' lunga come nel caso di associazione a delinquere (ipotesi però non facile da dimostrare in dibattimento). Il rischio concreto che sia tutta una bolla di sapone è concreto considerando anche che la procura di Vicenza ha un numero insufficente di magistrati in organico, tanto è vero che il procuratore capo Cappelleri ha fatto richiesta di un rinforzo. Un rinforzo non è assolutamente sufficente. Serve creare un vero e proprio pool di esperti e consulenti, anche esterni, che riesca in tempi brevi a rinviare a giudizio i colpevoli, Zonin e Sorato in primis. Non possiamo attendere, come afferma Cappelleri, un anno per il rinvio a giudizio. Considerando poi che i testimoni da sentire saranno moltissimi i tempi del dibattimento rischiano di dilatarsi a dismisura. Con il piu' che concreto pericolo che si abbatta la prescrizione sull'intero processo. Come spesso accade in italia i responsabili di questo disastro rischiano di farla franca e i tanti soci buggerati si ritroverebbero con un pugno di mosche. I soci potrebbero proseguire il processo in sede civile ma i tempi per arrivare a sentenza si profilano biblici. Esortiamo quindi il procuratore Cappelleri ad accellerare al massimo le indagini e a creare con celerità un pool di esperti e magistrati in grado di giungere entro pochi mesi al rinvio a giudizio per i presunti colpevoli. La stessa petizione rivolgiamo ai magistrati romani che stanno indagando sul caso Veneto Banca, non meno grave per numeri e perdita di valore per i soci.
Il prefetto di Treviso ci ha negato la autorizzazione a presentare il libro Strade Morte ad Altivole.Ne parla oggi anche la stampa trevigiana . Con la scusa che, trattandosi di un tema che poteva essere afferente alla campagna elettorale, era meglio rinviare l'evento a dopo le elezioni. Ma stiamo scherzando? Siamo ancora in democrazia signor prefetto? Ci spiega perchè non potremmo presentare un libro che tratta degli scandali del Veneto e della SPV? Forse perchè ad Altivole passa la superstrada e forse perchè la ex sindaca di Altivole è candidata in regione con la Lega Nord e non si vuole toccare un tema comunque spinoso. Gravissimo quanto accaduto ad Altivole ma si sbagliano se credono di tapparci la bocca. La presentazione si farà comunque in altro luogo: un motivo in piu' per esserci. In quanto al prefetto mi riservo di chiedere un incontro per chiarire le ragioni "ufficiali" alla base del diniego e soprattutto in base a quale eventuale normativa abbia assunto...
Commenti
Posta un commento