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Le vane certezze di Bruno Zago

Al mio rientro da un viaggio all'estero leggo le dichiarazioni di Bruno Zago, importante imprenditore veneto e soprattutto nuovo presidente della associazione dei grandi soci di "Per Veneto Banca", la cordata che ha vinto la battaglia per la nomina del nuovo cda della Popolare di Montebelluna, recentemente insediatosi. Bruno Zago si dice fiducioso sulla quotazione ormai prossima della banca, sempre che venga raggiunto il flottante minimo di 250 milioni pari al 25% dell'aumento di capitale. In parola povere è necessario che almeno il 25% tra i vecchi soci e nuovi investitori acquistino le azioni di Veneto Banca, perchè questa sia ammessa dalla Consob alla quotazione in piazza affari. Cosa non avvenuta per BpVi.
Avrei alcune questioni da porre a Zago, che si dichiara così fiducioso della operazione dichiarando inoltre che "Se tutto andasse al fondo Atlante, noi soci perderemmo tutto":

1) Zago afferma che la sua cordata conta sul 15% dell'attuale azionariato e che sta cercando i 100 milioni che mancano. Con ciò afferma, se ho ben capito le sue parole, che la sua cordata (insieme a quella di Schiavon) si impegna a sottoscrivere 150 milioni del nuovo aumento di capitale e che gli altri 100 verranno da altri investitori. Quindi la associazione "Per Veneto Banca" sottoscriverà 150 milioni?
Mi sia consentito di nutrire qualche dubbio in merito a questa affermazione cosi tranchant;

2) Cosa vuol dire che se Veneto Banca andasse per il 99% in mano al fondo Atlante noi soci perderemmo il nostro investimento? Non mi pare che se la cordata di Zago mantenesse il 20 o 25% di quota sarebbe in grado di influenzare più di tanto la gestione della banca. E comunque con il fondo Atlante al 75% o al 99% poco cambierebbe per il valore della quotazione (o meno) in borsa.
Il futuro della banca dipenderà da quale aggregazione alla fine verrà scelta per il futuro di Veneto Banca. Non certo dalle buone intenzioni (o meno) di Bruno Zago e c. Che in questo contesto non mi pare possano giocare un grande ruolo nè gestionale nè soprattutto finanziario;

3) Quando Zago dice che bisogna trovare 250 milioni per quotare la banca ammette (implicitamente) che l'attuale capitale di Veneto Banca vale zero. Il 25% di un miliardo, il nuovo aumento di capitale, è appunto 250 milioni. Se l'attuale capitale della banca valesse qualcosa servirebbe un maggiore flottante, se la matematica non è una opinione. Zago conferma quanto tutti, piu' o meno, abbiamo intuito e cioè che la forchetta per la quotazione in borsa sarà tra 0,10 o 0,20 e 1 euro.

A Zago invece la nostra associazione ha chiesto con apposita comunicazione inviata alla associazione di cui è presidente quale sia la complessiva posizione debitoria dei grandi soci nei confronti di Veneto Banca, per una doverosa operazione di trasparenza verso tutti i soci. E per fugare ogni dubbio in merito a possibili conflitti di interesse, come paventato dall'ex presidente Bolla, che aveva parlato in assemblea di quasi 400 milioni di crediti in sofferenza per la cordata di soci che fa capo a "Per Veneto Banca". Attendiamo fiduciosi una risposta da Zago.
In merito alla quotazione nonostante la buona volontà di Zago non credo che alla fine la situazione sarà molto dissimile dalla Popolare di Vicenza. Spero di sbagliarmi. Buona serata

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