Passa ai contenuti principali

Il fondo Atlante per salvare le Popolari Venete parte male

Il fondo che dovrebbe salvare gli aumenti di capitale delle banche venete, evitando problemi gravissimi nel caso in cui i consorzi di garanzia non riuscissero ad intervenire, non convince il mercato. E ci credo! Parte sottocapitalizzato con una dotazione di soli 6 miliardi. Francamente troppo poco considerando che i soli aumenti di capitale di Veneto Banca+BPVI+Popolare di Verona ammontano a quasi 4 miliardi. Il fondo poi dovrebbe intervenire per comprare i npl (non performing loans) cioè le sofferenze nette che sono pari in Italia a 80 miliardi e il cui valore a prezzi di mercato sarebbe pari a circa 15-20 miliardi. Ovvio quindi che la dotazione di 6 miliardi appaia assolutamente insufficiente a risolvere i gravi problemi di sistema del nostro sistema bancario. Senza contare che altre pesanti perdite potenziali gravano sulle banche nostrane. Come ho detto i npl sono pari a circa 80 miliardi ma il valore di mercato di questi crediti ormai inesigibili non è superiore al 15-20% del loro valore facciale con una nuova perdita pari a non meno di 64 miliardi. Serve quindi ben altra dotazione al fondo Atlante. Senza una messa in sicurezza si rischia il flop nell'aumento di capitale di Veneto Banca e Popolare di Vicenza, che a questo punto dovrebbe essere interamente o quasi sottoscritto dai due consorzi di garanzia facenti capo a Unicredit e Imi Banca ( Gruppo Intesa).
Serve una soluzione e urgentemente visto che la quotazione in borsa di Popolare di Vicenza scatterà pare ad inizio maggio. Che fare?

Commenti

Post popolari in questo blog

Nani e ballerine

Guardando oggi alla situazione politica del paese e ai suoi protagonisti vengono in mente i nani e le ballerine del circo. Un coacervo di partiti e movimenti senza idee, nè valori programmatici, nè programmi convincenti. Il nulla. Tanto da far rimpiangere i politici di vecchia scuola e la politica di qualche decennio fa che, magari, qualche valore lo aveva. Il problema è che anche chi nei partiti si oppone ed è contrario alla linea ufficiale alla fine non ha il coraggio o la forza di proporre qualcosa di alternativo. Eppure nel vuoto dell'oggi ci sarebbe una prateria disponibile. Purtroppo nel Pd come nel M5S o in Forza Italia i dissidenti non hanno abbastanza carisma e al dunque si appiattiscono, spesso per mera convenienza, sulle posizioni dominanti legittimando di fatto lo status quo, incapaci di arrivare ad uno strappo con quel sistema dal quale comunque traggono indirettamente una qualche forma di legittimazione e riconoscimento. Oggi non c'è spazio per il carisma,...

Il prefetto di Treviso "censura" Strade Morte

Il prefetto di Treviso ci ha negato la autorizzazione a presentare il libro Strade Morte ad Altivole.Ne parla oggi anche la stampa trevigiana  . Con la scusa che, trattandosi di un tema che poteva essere afferente alla campagna elettorale, era meglio rinviare l'evento a dopo le elezioni. Ma stiamo scherzando? Siamo ancora in democrazia signor prefetto? Ci spiega perchè non potremmo presentare un libro che tratta  degli scandali del Veneto e della SPV? Forse perchè ad Altivole passa la superstrada e forse perchè la ex sindaca di Altivole è candidata in regione con la Lega Nord e non si vuole toccare un tema comunque spinoso. Gravissimo quanto accaduto ad Altivole ma si sbagliano se credono di tapparci la bocca. La presentazione si farà comunque in altro luogo: un motivo in piu' per esserci. In quanto al prefetto mi riservo di chiedere un incontro per chiarire le ragioni "ufficiali" alla base del diniego e soprattutto in base a quale eventuale normativa abbia assunto...

I nodi vengono sempre al pettine: la UE boccia il fondo per i soci di VB e BPVI

Apprendo dalla stampa che la Ue, non certo sorprendentemente dato che c'erano state avvisaglie chiare in questo senso, ha bocciato il fondo di ristoro per i soci Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza ( il fondo serve anche per gli ex soci delle banche risolte del centro Italia ). La Ue boccia il rimborso di fatto automatico ai soci/risparmiatori. Dubbi erano stati sollevati  prima della approvazione della legge istitutiva del fondo avvenuta a fine 2018. Il dilettantesco governo gialloverde aveva arrogantemente respinto ogni addebito, affermando che se ne sarebbe fregato della UE e dei suoi rilievi. Orbene oggi apprendiamo non solo della bocciatura del fondo ma anche del rinvio di 45 giorni della approvazione dei relativi decreti attuativi. Senza di essi il fondo resta lettera morta. Dove è finita la gigionesca baldanza di Di Maio e c.? Perchè non hanno tirato diritto approvando comunque i decreti, dando il via ai rimborsi tanto attesi? Al limite potevano farlo e ricev...