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Popolare di Vicenza: next step?

Si può vendere la banca, fonderla,spezzettarla o, una volta ristrutturata, si può fare una Ipo a un prezzo più alto dei 10 centesimi di euro attuali. Secondo Penati, presidente di Questio sgr, proprietaria del fondo Atlante che da oggi detiene oltre il 90% delle azioni, per la ristrutturazione di una banca ci vogliono 3 anni, ma contano di riuscirci anche in 18 mesi. Affermazioni che, a prescindere da ogni considerazione sul merito, aprono un problema gigantesco sulla governance dell’istituto vicentino. Sarà Atlante, dall’alto del suo 90%, a dettare le strategie alla banca come lasciano intendere le affermazioni di Penati? E se così sarà, che ne è stato dell’impegno (scritto peraltro nel regolamento) a non assumere alcun ruolo di direzione e coordinamento sulle banche partecipate, né a sottoporle a direzione unitaria? Chi governerà la banca?
La Popolare di Vicenza dovrà convocare al più presto un’assemblea per il rinnovo del consiglio d’amministrazione e del collegio sindacale. Quaestio sgr ha assunto l’impegno formale a votare sulla nomina degli amministratori, attenendosi a stringenti criteri di indipendenza. Dunque di chi saranno espressione gli amministratori, posto che Atlante controlla oltre il 90% del capitale? Sarà la Bce a sceglierli o saranno i soci di minoranza vicentini, o il caso? Sono domande che al momento non trovano alcuna risposta e che rendono bene l’idea di quanti nodi occorrerà sciogliere nel post-intervento di Atlante. La priorità, infatti, era quella di evitare un disastroso bail-in con le sue ricadute sistemiche (la Vicenza è pur sempre la decima banca italiana) e sul territorio, rimandando a dopo tutte le altre questioni. Ci auspichiamo che nel prossimo cda possa finalmente trovare posto un autentico rappresentante dei piccoli soci. A tal fine lanciamo già da oggi la proposta di creare una vera piattaforma comune tra tutti i comitati e le associazioni espressione dei piccoli soci, affinchè trovino quella unità, fino ad oggi purtroppo mancata, per giungere alla definizione di comuni strategie e progetti per il futuro della Popolare e per il suo rilancio.

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