Passa ai contenuti principali

I costi della politica (e non) da tagliare


Sentiamo spesso dire che i parlamentari italiani prendono troppo e vanno tagliate le loro retribuzioni e il loro numero. Sulle retribuzioni nulla da dire, anche se alla fine dei conti un parlamentare italiano tra stipendio e rimborsi si mette in tasca ogni mese non piu' di 6/7.000 euro. Non mi sembra una cifra spropositata. Tagliarne il numero renderebbe meno presenti le opposizioni, rappresentando un vulnus per la democrazia. In ogni caso se sparirà il senato il problema sarà già risolto. I cittadini non considerano invece un'altra casta, ben piu' numerosa e costosa dei parlamentari: i segretari comunali e i dirigenti comunali. I segretari comunali sono circa 3.000 in Italia e costano circa 300 milioni di euro alle casse dello Stato. In media la loro retribuzione ammonta a 100.000 euro lordi all'anno tra stipendio e premi. Sono di fatto una casta di cui si parla poco assieme ai dirigenti dei comuni, anch'essi con retribuzioni alte. Per non parlare dei dirigenti e degli amministratori delle oltre 20.000 società partecipate, quasi sempre rifugio di politici trombati. Infine un gruppo assai piu' numeroso i baby pensionati. Sono 550.000 e costano allo Stato oltre 9 miliardi all'anno. Non sono una casta ma sono in ogni caso un gruppo di privilegiati, spesso con il doppio lavoro (in nero). Non prendiamocela solo con i politici: sono solo la punta dell'iceberg.

Post popolari in questo blog

Banca Popolare di Bari e di Sondrio: niente spa? Ulteriore beffa per i soci azzerati di Veneto Banca e BPVi

Ad oggi due grosse popolari non sono ancora diventate società per azioni, nonostante il decreto di trasformazione in spa del 2015 del governo Renzi, in attesa della sentenza del Consiglio di Stato che deve pronunciarsi nel merito della legge  e che dovrebbe far ripartire l'iter di trasformazione. Come mai il management di Veneto Banca e quello di Banca Popolare di Vicenza ha avuto allora (fine 2015 e inizio 2016) tanta fretta per adeguare la struttura societaria alla nuova legge? Dicono per esigenze di capitale. Forse ma in questo modo hanno brutalmente accelerato la distruzione dei due nostri istituti che a giugno 2017 sono stati dichiarati di fatto falliti dal governo Gentiloni, che ne ha decretato la messa in liquidazione coatta amministrativa.
Se ci fosse stata più lungimiranza credo che si potesse tentare di salvare le due banche o quanto meno di poter venderle ad un prezzo equo, evitando di regalarle per un euro a Banca Intesa, la unica che ad oggi ha tratto vantaggio dal f…

Siamo finiti in un cul de sac

Siamo un paese in crisi dal 2008. Abbiamo perso il 10% del pil, il 25% di capacità produttiva, il debito pubblico è in aumento e non si vede all'orizzonte alcuna inversione di tendenza. Il 2015 non sarà l'anno della svolta. Siamo proprio così sicuri che tanti vogliano davvero cambiare? L'Italia ha uno uno degli indici di fertilità piu' basso tra i paesi occidentali. Ha quasi 18 milioni di pensionati. I pensionati vogliono cambiare? L'Italia nonostante la crisi è un paese in cui le famiglie detengono un elevato risparmio (in aumento) e l'80% circa possiede almeno una casa di proprietà. L'Italia è un paese in cui il debito delle famiglie è tra i piu' bassi del mondo occidentale in rapporto al pil. Manca un detonatore che sia in grado di cambiare gli equilibri sociali. Manca in Italia un fenomeno come Gli Indignados spagnoli, nato dal problema degli sfratti di massa delle famiglie in seguito al mancato pagamento dei mutui. Fenomeno dal quale nacque il par…

Una proposta di buonsenso per risarcire i soci di Veneto Banca e BPVI

Credo che giunti a questo punto per i soci delle ex Banche Popolari Venete ora il liquidazione coatta amministrativa non restino molte vie per accedere a qualche forma di ristoro.
La via giudiziaria appare infatti impervia e destinata alla prescrizione con la conseguenza di rendere di fatto impossibili risarcimenti se non per i casi più eclatanti(in ogni caso in sede civile) e comunque circoscritta ai soci che abbiano acquistato le azioni nell'ultimo periodo, indicativamente dal 2012 in poi. Periodo nel quale è più facile dimostrare la truffa in sede giudiziaria, agendo ad esempio anche contro le società di revisione, o di arbitrato Anac. Negli altri casi appare difficile che i soci possano conseguire qualcosa, essendo complesso nel nostro ordinamento dimostrare la truffa. 
Il fondo per le vittime di reati finanziari, ammesso che veda il via (ad oggi non abbiamo notizie in merito) comporterà risarcimenti per pochi dati i modesti fondi a disposizione (100 milioni per quattro anni …