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Nuovo chef, vecchio menu'


Salvini è diventato da circa un anno il nuovo segretario della Lega Nord. All'inizio ha portato aria nuova, ha fatto dimenticare i diamanti di Belsito, il trota, Bossi. Ha parlato di indipendenza per il Veneto, di uscita dall'euro, si è alleato con la destra francese della Le Pen in Europa. Fin qui tutto piu' o meno bene. Le ultime mosse pero' lasciano perplessi. Cercare di prendere voti al sud, quando neppure in piena auge il miglior Bossi riusci' a fare qualcosa di utile fuori dalla zona padana, risulta piuttosto pretenzioso oltre a non risultare coerente con quanto da sempre la Lega predica. Sembra piu' una operazione di (cattivo)marketing politico. Ma quello che piu' sorprende è che Salvini affermi prima "Zaia correrà da solo, magari anche senza Forza Italia e Ncd", salvo poi accorrere fedele alla chiamata del cavaliere che vuole stringere una alleanza con il carroccio per le elezioni in Veneto. Come fa Salvini prima a dire Veneto Indipendente (a Cittadella nel settembre 2014 ha addirittura lanciato il referendum sulla Indipendenza di cui oggi non parla piu') e poi andare a stringere una alleanza con Berlusconi che certo non è indipendentista? Come fa a conciliare Salvini la posizione no euro della Lega con quella di Forza Italia che non è cosi favorevole all'uscita dall'euro? Salvini dovrebbe cercare di fare chiarezza e non solo proclami, buoni per la pancia di qualche elettore. Sono evidenti le sue contraddizioni, tese da una parte a fare una campagna anti euro per raccogliere i voti degli scontenti e dall'altra ad allearsi con Berlusconi per non consegnare il Veneto al Pd. Va bene la realpolitik ma sarebbe utile che Salvini spiegasse quale è il suo piano per rilanciare il paese, il Veneto e con chi intenda allearsi. Se non saprà sdoganare la Lega dal patto con Berlusconi non sarà credibile nè in Veneto, nè a livello nazionale. Se pretende di assurgere al ruolo di leader della destra deve cominciare a ricostruire la destra, senza vecchi arnesi del passato come Berlusconi e Forza Italia. Ne abbia il coraggio, altrimenti non sarà mai un leader credibile ma solo l'ennesimo urlatore a vanvera. E ne abbiamo già abbastanza.

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