Passa ai contenuti principali

Il prefetto scarica il sindaco di Altivole

Oggi abbiamo ricevuto la mail di risposta da parte del prefetto di Treviso alla nostra protesta per la mancata autorizzazione all'utilizzo della sala da parte del sindaco leghista di Altivole (vedi qui il link con il testo della lettera di risposta alla nostra petizione). Il prefetto, in modo tardivo, dopo aver notato forse la reazione dei media, scarica il sindaco di Altivole, adducendo di aver dato solo un "consiglio" in merito alla presentazione del libro Strade Morte, che riteneva non opportuna, consigliando di procastinarne la data a dopo le elezioni regionali del 3,1 maggio. Il prefetto menziona poi il fatto che comunque non è materia di sua competenza autorizzare o meno la presentazione di un libro, che pur tratta temi delicati per la campagna elettorale. Tutto vero. Ma allora egregio signor prefetto non sarebbe stato meglio astenersi dal dare pareri al sindaco di Altivole, al quale, in modo maldestro, non pareva piu' che necessario, per ragioni di partito e di voti, rinviare la data di presentazione di Strade Morte a dopo il 31 maggio? In questo modo il sindaco di Altivole per nascondere ai cittadini, di cui pure dovrebbe essere il rappresentante, i problemi relativi alla Spv ha commesso un doppio e grave errore, che ne dimostra la arroganza e la ingenuità politica: vietare di dare parola a cittadini e comitati che intendono informare sui disastri economici e non prodotti da una opera mostruosa come la Spv ha innescato una enorme pubblicità al libro stesso, rivelando la pochezza di una politica che preferisce i divieti alla libera e legittima informazione. Un motivo in piu' per essere presenti e informarsi prima del voto il prossimo mercoledì 27 maggio a S. Vito di Altivole alla presentazione di Strade Morte. In barba ai divieti del sindaco e dei leghisti, presunti difensori del territorio. Vero Zaia?

Link alla lettera con la risposta del prefetto di Treviso

https://onedrive.live.com/edit.aspx?resid=1E8E7F83CE7D8EFD%21154&id=documents&app=WordPdf


Post popolari in questo blog

Banca Popolare di Bari e di Sondrio: niente spa? Ulteriore beffa per i soci azzerati di Veneto Banca e BPVi

Ad oggi due grosse popolari non sono ancora diventate società per azioni, nonostante il decreto di trasformazione in spa del 2015 del governo Renzi, in attesa della sentenza del Consiglio di Stato che deve pronunciarsi nel merito della legge  e che dovrebbe far ripartire l'iter di trasformazione. Come mai il management di Veneto Banca e quello di Banca Popolare di Vicenza ha avuto allora (fine 2015 e inizio 2016) tanta fretta per adeguare la struttura societaria alla nuova legge? Dicono per esigenze di capitale. Forse ma in questo modo hanno brutalmente accelerato la distruzione dei due nostri istituti che a giugno 2017 sono stati dichiarati di fatto falliti dal governo Gentiloni, che ne ha decretato la messa in liquidazione coatta amministrativa.
Se ci fosse stata più lungimiranza credo che si potesse tentare di salvare le due banche o quanto meno di poter venderle ad un prezzo equo, evitando di regalarle per un euro a Banca Intesa, la unica che ad oggi ha tratto vantaggio dal f…

Siamo finiti in un cul de sac

Siamo un paese in crisi dal 2008. Abbiamo perso il 10% del pil, il 25% di capacità produttiva, il debito pubblico è in aumento e non si vede all'orizzonte alcuna inversione di tendenza. Il 2015 non sarà l'anno della svolta. Siamo proprio così sicuri che tanti vogliano davvero cambiare? L'Italia ha uno uno degli indici di fertilità piu' basso tra i paesi occidentali. Ha quasi 18 milioni di pensionati. I pensionati vogliono cambiare? L'Italia nonostante la crisi è un paese in cui le famiglie detengono un elevato risparmio (in aumento) e l'80% circa possiede almeno una casa di proprietà. L'Italia è un paese in cui il debito delle famiglie è tra i piu' bassi del mondo occidentale in rapporto al pil. Manca un detonatore che sia in grado di cambiare gli equilibri sociali. Manca in Italia un fenomeno come Gli Indignados spagnoli, nato dal problema degli sfratti di massa delle famiglie in seguito al mancato pagamento dei mutui. Fenomeno dal quale nacque il par…

Una proposta di buonsenso per risarcire i soci di Veneto Banca e BPVI

Credo che giunti a questo punto per i soci delle ex Banche Popolari Venete ora il liquidazione coatta amministrativa non restino molte vie per accedere a qualche forma di ristoro.
La via giudiziaria appare infatti impervia e destinata alla prescrizione con la conseguenza di rendere di fatto impossibili risarcimenti se non per i casi più eclatanti(in ogni caso in sede civile) e comunque circoscritta ai soci che abbiano acquistato le azioni nell'ultimo periodo, indicativamente dal 2012 in poi. Periodo nel quale è più facile dimostrare la truffa in sede giudiziaria, agendo ad esempio anche contro le società di revisione, o di arbitrato Anac. Negli altri casi appare difficile che i soci possano conseguire qualcosa, essendo complesso nel nostro ordinamento dimostrare la truffa. 
Il fondo per le vittime di reati finanziari, ammesso che veda il via (ad oggi non abbiamo notizie in merito) comporterà risarcimenti per pochi dati i modesti fondi a disposizione (100 milioni per quattro anni …