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Credito politico, reddito economico

I politici attuali sono i più screditati della storia repubblicana. Un recente sondaggio ha rivelato che ormai solo il 10% degli italiani credono nella attuale classe politica. E ne abbiamo mille ragioni: gente che il piu' delle volte produce poco o nulla, con stipendi e privilegi assolutamente inaccettabili e scollegati dalla media delle retribuzioni del nostro paese.

Mi sento però di spezzare una lancia in favore di una classe che merita quantomeno un po' più di rispetto. Quella degli amministratori locali dei piccoli comuni; siano essi sindaci, assessori o consiglieri comunali. Percepiscono emolumenti modesti se non irrisori a fronte di responsabilità e duro lavoro. Il sindaco del mio comune (Bassano del Grappa) percepisce uno stipendio non commisurato al proprio impegno; poco più di 2500 euro (e dato che è un dipendente pubblico gli emolumenti vengono dimezzati). Allo stesso tempo un consigliere regionale percepisce uno stipendio di circa 8.500 euro al mese! Elumento che giunge in tasca a fronte di minori responsabilità, impegno e lavoro. Trovo tutto ciò scandaloso. La classe politica dovrebbe ridurre da subito del 50% gli stipendi di parlamentari e dei consiglieri regionali per non parlare dei dipendenti della Camera e del Senato.

Renzi invece di sbandierare riforme inutili, anzi pericolose, come quella del Senato dovrebbe lanciare subito una proposta di legge in tal senso. Dobbiamo togliere i soldi dalla politica. In tal modo tanti incompetenti se ne andranno e resteranno solo quelli che hanno la genuina passione, scevra da interessi personali.

Il risparmio in senso assoluto non è rilevante ma il segnale sarebbe forte. Il paese sta morendo, strozzato dalle tasse e loro che fanno? Baruffano sulla legge elettorale e sulla riforma del Senato. Per inciso due provvedimenti che se, approvati così come sono, ci toglieranno di nuovo la possibilità di scegliere i nostri rappresentanti e un po' di democrazia rappresentativa. Per non parlare delle società partecipate dagli enti pubblici, che meritano una discussione a parte.

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