Un articolo scritto recentemente da Paolo Crepet spiega perfettamente perché anche l'ennesimo scandalo (la mafia romana) rischia di non produrre alcun cambiamento. Tutto continuerà come prima. Oggi in Italia trionfa la lobby dei mediocri, gente che non ha arte nè parte ed è funzionale alla casta dominante. Per cambiare questo Paese serve una unica cosa: una rivoluzione culturale, che elimini alla radice tutti quei comportamenti e quei costumi che hanno portato al potere gente senza merito, gente senza competenze. Da noi non conta quello che sai fare, conta chi conosci. Da noi esiste un sistema giuridico bizantino, una giustizia lenta e soprattutto un sistema che premia i furbi, attraverso continui indulti e sanatorie che non contribuiscono a rendere certa la pena. La nostra classe politica riflette in pieno queste caratteristiche e non sembra disposta a cambiare composta come è da un esercito di gente che non sa fare nulla oltre alla politica. Serve approvare subito una legge che preveda un massimo di due mandati per ogni livello di governo (esiste già per i sindaci e i governatori ma non per i parlamentari e i consiglieri regionali), il falso in bilancio deve tornare ad essere penalizzato e soprattutto non devono essere fatti altri indulti (che permettono a tanti politici e non di tornare a galla). Va fatta pulizia sui doppi incarichi, va eliminata la chiamata diretta che permette di bypassare il sistema degli appalti e i concorsi, va rivisto tutto il sistema di nomina delle aziende partecipate (vero sottobosco di politici trombati ed amici degli amici) e la dirigenza dei grandi comuni (quelli che manovrano veramente gli affari e resistono a ogni cambio di giunta). Va cambiata la cultura: dalla raccomandazione passiamo al merito altrimenti sempre piu' giovani (i migliori) se ne andranno dal paese, lasciandolo in mano alla lobby dei mediocri. Che forse proprio per questo non intendono comunque cambiare nulla. Per continuare a far razzia di un paese ormai moralmente morto.
Il prefetto di Treviso ci ha negato la autorizzazione a presentare il libro Strade Morte ad Altivole.Ne parla oggi anche la stampa trevigiana . Con la scusa che, trattandosi di un tema che poteva essere afferente alla campagna elettorale, era meglio rinviare l'evento a dopo le elezioni. Ma stiamo scherzando? Siamo ancora in democrazia signor prefetto? Ci spiega perchè non potremmo presentare un libro che tratta degli scandali del Veneto e della SPV? Forse perchè ad Altivole passa la superstrada e forse perchè la ex sindaca di Altivole è candidata in regione con la Lega Nord e non si vuole toccare un tema comunque spinoso. Gravissimo quanto accaduto ad Altivole ma si sbagliano se credono di tapparci la bocca. La presentazione si farà comunque in altro luogo: un motivo in piu' per esserci. In quanto al prefetto mi riservo di chiedere un incontro per chiarire le ragioni "ufficiali" alla base del diniego e soprattutto in base a quale eventuale normativa abbia assunto...
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