Ormai è chiaro che per quanti e quali scandali si abbattano sull'Expo di Milano le ditte coinvolte (venete incluse), sia per questioni penali, sia per questioni di opportunità, non si faranno mai da parte. È bastata una mano di calce, un po' di pagine a pagamento sui quotidiani mainstream, una vagonata di spot televisivi... «et voilà le jeux sont fait». Una volta si diceva «passata la festa gabbato lo santo» per descrivere una condizione di momentanea resipiscenza che poi torna a tramutarsi in malcostume o comportamento scorretto non appena l'attenzione cala un po'. Questo accadeva ai tempi della vecchia Dc quando la tangente, che pure era già un credo, la si metteva in pratica con pudore e «savoir faire». Oggi invece la festa non deve nemmeno passare perché il santo lo si può gabbare tranquillamente prima, durante e dopo; in diretta, in mondovisione, in streaming. Eppure non mancano i giornalisti coraggiosi, Luca Martinelli uno tra tanti, i quali le cose le dicono senza peli sulla lingua. Ma al di là di un Paese in cui la gente si informa pressoché solo dalla Tv e nel quale anche la stampa sempre più raramente prende di petto certi temi, non si può sottacere un fatto. A un pezzo degli italiani questo andazzo va bene. O per opportunismo o per timore di perdere quel poco che si ha, la tendenza ad un compromesso sempre più al ribasso è avviata da anni. Ne usciremo male.
Il prefetto di Treviso ci ha negato la autorizzazione a presentare il libro Strade Morte ad Altivole.Ne parla oggi anche la stampa trevigiana . Con la scusa che, trattandosi di un tema che poteva essere afferente alla campagna elettorale, era meglio rinviare l'evento a dopo le elezioni. Ma stiamo scherzando? Siamo ancora in democrazia signor prefetto? Ci spiega perchè non potremmo presentare un libro che tratta degli scandali del Veneto e della SPV? Forse perchè ad Altivole passa la superstrada e forse perchè la ex sindaca di Altivole è candidata in regione con la Lega Nord e non si vuole toccare un tema comunque spinoso. Gravissimo quanto accaduto ad Altivole ma si sbagliano se credono di tapparci la bocca. La presentazione si farà comunque in altro luogo: un motivo in piu' per esserci. In quanto al prefetto mi riservo di chiedere un incontro per chiarire le ragioni "ufficiali" alla base del diniego e soprattutto in base a quale eventuale normativa abbia assunto...
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